mercoledì 27 febbraio 2008

Bach, Passione secondo Matteo: invito all'ascolto

Nuovo grande appuntamento a cura del Centro Culturale domenica 2 marzo alle 21, presso il Circolo A.N.S.P.I. Ritrovo di Casarza Ligure in via Sottanis, 2: in occasione dell'imminenza della festa di Pasqua abbiamo pensato, in continuità con il nostro percorso attraverso le arti, di fare tappa presso un capolavoro della musica classica, la Passione secondo Matteo di J.S.Bach.

Composta nel 1727 per l'Ufficio della Settimana Santa, quest'opera grandiosa è diventata col tempo un'icona musicale oltre ogni confessione religiosa e ogni occasione liturgica. La Passione Secondo Matteo però non è solo uno dei più grandi monumenti musicali di ogni tempo, essa costituisce una riflessione sospesa fra i due punti cardinali della vita di ogni uomo: il mistero dell'amore e quello della morte.

Ci accompagnerà, in questa serata di ascolto e approfondimento, un grande musicista e un attento studioso della musica di Bach: il violinista Mauro Luciani.

Diplomatosi in violino al Conservatorio Nicolò Paganini di Genova sotto la guida del maestro M. Ruminelli, Mauro Luciani (1956) ha tenuto concerti in numerose città italiane sia come solista che in varie formazioni cameristiche (duo, trio, quartetto, piccola orchestra). Per sei anni ha fatto parte dell'Orchestra Sinfonica della RAI di Torino e dal 1980 è una delle prime parti dell'Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova. Autore di numerose canzoni per bambini, favole e commedie musicali, musiche di scena per vari tipi di rappresentazioni teatrali, collabora anche con artisti della musica leggera.


martedì 12 febbraio 2008

Il Papini sconsigliabile (ma pur sempre Papini)


Quella dei libri di Giovanni Papini non è sempre stata, quando ancora ai parroci si chiedevano indicazioni al riguardo, una lettura raccomandata. Anzi c’è stato un tempo in cui essa era comprensibilmente sconsigliata nelle sagrestie. Era il tempo dei libri del Papini preconversione, ancora lontano dalla sua memorabile e decisamente raccomandabile Storia di Cristo: scribacchino molto dotato, ma vagamente indemoniato che dava alle stampe pamphlet blasfemi come  Le memorie d'Iddio
In questo libretto di 81 pagine, scritto come se Dio parlasse in prima persona, Papini riprese le vecchie argomentazioni ateiste ("se Dio esistesse non permetterebbe il male", "Dio l'hanno inventato gli uomini", etc etc.) portandole allo stremo: Dio che, pentito della creazione, supplica gli uomini di cessare di credere in Lui così da scomparire per sempre. 
A pentirsi fu, invece, lo stesso Papini che, in punto di morte, pregò la figlia di bruciare tutte le copie ancora reperibili del libello. Piangeva al solo pensiero di esserne il responsabile.
Alla fede, come si suol dire, c'era arrivato per contrarietà.

mercoledì 6 febbraio 2008

Quando la fede diventa poesia

In occasione di una nuova Quaresima, ecco spulciati dalla rete, nel giorno del sedicesimo anniversario della sua scomparsa, alcuni audioscatti della grande poesia di David Maria Turoldo (1916-1992), lucido e appassionato cantore della fede.


venerdì 25 gennaio 2008

Leggere un libro di poesie mentre nei tg rimbalza la notizia della caduta del governo


Giovanni Descalzo (1902-1951)

L’incontro col poeta Enrico Rovegno non ha esaurito i suoi effetti al termine della serata nella quale si è svolto, ma –almeno per quanto mi riguarda- li sta ancora producendo. Sono state, infatti, le innumerevoli sollecitazioni di qualche giorno fa a farmi accostare nuovamente dopo tanto tempo ad un libro di poesie. Non il primo che mi sia venuto a mente e neppure un classico da letteratura approvata o da programmi ministeriali. Semplicemente un libro a me molto caro che mi andava di riscorrere alla luce di quanto ascoltato venerdì scorso. La Vana fatica di Giovanni Descalzo, una raccolta postuma di tutta l’opera poetica del poeta sestrino scomparso prematuramente cinquantasette anni or sono. Partito con l’intenzione di leggere qualche verso soltanto, ho finito per rileggerlo tutto. Ho fatto presto. Mi ha fatto bene.

La vana fatica

Perché scandire ritmi

su parole sonanti,

ripetute con metro variato?

Odile in me le voci, i canti, gli echi,

le pause, i silenzi:

io sono il mare che crea,

tu sei la risonanza che ripete:

non è vano il tuo verso?

Sestri Levante, 1928-1930


Giovanni Descalzo, Risacca

lunedì 21 gennaio 2008

Incontro con il poeta Enrico Rovegno


Tema importante, relatore brillante, atmosfera conciliante. Questi sono stati i principali ingredienti della succulenta “pietanza culturale” offerta venerdì scorso dal Centro Culturale Candiasco grazie a Enrico Rovegno. Un piatto casereccio eppure raffinato. Una dotta lectio magistralis liberata  dai "dallaltoinbassismi" dell'accademia. Un tono cordiale per una relazione originale, appassionante e ricca di squisite citazioni. In altre parole: per chi c'era una serata diversa da tante serate uguali, un'occasione perduta per gli altri.



Ancora un sentito ringraziamento a Enrico Rovegno per la sua affabile disponibilità e al Gruppo Ritrovo per la sua consueta ospitalità. Alla prossima.

venerdì 11 gennaio 2008

La poesia c'è


“È ancora possibile la poesia?”

Eugenio Montale


No. La poesia non è morta. Ancora qualcuno la legge, la scrive, la fa. Ancora qualcuno l’avverte di volta in volta come un sollievo, uno sfogo, un’esigenza insopprimibile. Ancora qualcuno la vive. Con passione.

Nonostante non sia facile a credersi, è così. La ricerca del bello, del sublime, del vero è universale. Come dire? È necessaria in senso filosofico: non può non essere. Magari assume forme, tendenze, espressioni diverse rispetto al passato; ma c’è, in ogni luogo e in ogni epoca. Anche oggi.

Per sincerarcene abbiamo pensato di confrontarci con Enrico Rovegno.

Il poeta e scrittore chiavarese, in forza della sua triplice veste di autore di versi, critico letterario e professore di lettere, darà prova dell’attualità della poesia, ci illustrerà la sua vitalità e la sua essenzialità, argomenterà la sua decisa risposta affermativa all’interrogativo montaliano sulla possibilità della poesia.

L’incontro, al quale tutti siamo calorosamente invitati a partecipare, si terrà venerdì 18 gennaio alle ore 21 sempre presso il Ritrovo Parrocchiale A.N.S.P.I. di Casarza Ligure (via Sottanis, 2). Vi aspettiamo.



Enrico Rovegno, nato a Genova nel 1950, sposato e padre di due figli, insegna Lettere nella scuola media superiore. Ha pubblicato saggi: Per entrar nel buio - Lettura di Finisterre di Eugenio Montale, Egic 1994; Leggendo Res amissa di Caproni: il Gelo e l'ultima caccia, in AA.vv., Studi di Filologia e Letteratura offerti a Franco Croce, Bulzoni, 1997 e ha collaborato, inoltre, con recensioni, articoli e saggi alle riviste "Rassegna della letteratura italiana", "Resine", "Quinta generazione", "Nuova prosa", e al quotidiano "Avvenire". I suoi romanzi Vigilia e Le mele di Zurbaran sono stati editi da Marietti rispettivamente nel 1987 e nel 1992. Ha pubblicato anche racconti (Il gallo, la luna e la paura, Sagno 1987; Piccolo manuale di fauna alternativa, in Nuova Prosa, 1989) e tree volumi di versi (I corvi di Elia, Forum, 1979, Sul Dorso del pesce, Ecig, 1988 e Ad familiares, De Ferrari, 2005).